sull’intelligenza

Ho visto il tempo scorrere pesante e scivolare sul dorso di una giornata sprecata.
Sono rimasta al cospetto della porta che hai chiuso silenziosamente con l’ultima frase che stavo per dirti quando era già tardi: nella mia casa si entra bussando e si esce salutando.
Ma purtroppo non ho avuto la soddisfazione di vedere il tuo sguardo prepotente e tu che scivoli traballante sulla fragile certezza che stessi facendo la cosa giusta.

La vita ti ha preso a pizze in faccia e non ti ha mai offerto l’opportunità di immaginare almeno un altro modo di intrattenere rapporti se non per mezzo della menzogna. Il paradosso è che sei tu a mettere in dubbio la mia intelligenza solo perché ho sbagliato ad amarti e perché non avrei potuto farlo in un modo diverso da quello che mi appartiene. Ma io invece dubito della tua, di intelligenza, quando mi accorgo che non sei in grado di credere che una come me si sia innamorata di un cesso come te. E la tua unica risposta è la maleducazione emotiva, l’inganno, il sotterfuggi, la dietrologia e una sfilza di giustificazioni insensate su quanto in realtà semplicemente ti piace fottere; ti sei inventato un personaggio docile, amabile e dolce solo perché non hai altro modo di procurarti la fica in giro.
Anche con me hai indossato quest’abito che ti sta stretto come una manetta e che ti condanna a una vita di imbrogli e sin dall’inizio sei partito con la tossica intenzione di ingannarmi solo perché sono sempre stata troppo bella per te.
Mi hai chiesto di darti tutto e quando oggi te l’ho servito su un vassoio d’amore (e non d’argento perché il vizio del denaro non mi appartiene e l’amore è la cosa più preziosa che posso dare), hai risposto che non lo volevi. Perché è sempre molto più importante che ci sia almeno una lei al di fuori di me.

La vita ti ha preso a pizze in faccia e tu hai perso un’altra opportunità di condividere qualcosa di diverso con una persona che nella tua vita di sempre avresti incontrato difficilmente.
Dimmi come posso non dubitare io della tua intelligenza.

mentre scrivevo:

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