Senz’altro

Il mio pezzo per Linkiostraio

Linkiostraio

Osservavo il temporale dal finestrino del metrò. La città s’era incupita, il grigiore delle cupole si confondeva col cielo plumbeo.
Stanco della scomoda postura che avevo assunto da quando ero salito, iniziai a farmi spazio tra la gente accalcata alla ricerca di un angolo in cui infilarmi.
Quel giorno non avevo messo le lenti a contatto, per pigrizia, e dopo un’ora già stavo maledicendo la mia negligenza. Gli occhiali erano davvero scomodi, mi scivolavano lungo il naso ogni volta che chinavo la testa. L’avevo detto a mamma che avevo bisogno di una montatura nuova, ma all’epoca era già una donna svampita e distratta.
Poggiai lo zaino a terra per ottimizzare gli spazi. Quando arrivammo alla fermata Barberini dovetti uscire per dare modo alla gente di passare. Un uomo ben vestito distrattamente urtò la mia mano con la sua ventiquattrore, non si girò a chiedere scusa. Indispettito, lo seguii per un…

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