il sogno

Sono su un pullman. La strada è stretta e tutt’intorno montagne, abeti e laghi.
Alcuni amici, che non so bene chi siano, mi hanno invitata all’inaugurazione della loro casa. È un giorno di festa, ho qualche bottiglia di champagne in mano.
La casa è arroccata su un monte, solitaria, bella, lussuosa. Il giardino è spazioso, verde, con alberi sparpagliati e un vialetto che arriva dritto alla porta d’ingresso. Lo percorro guardandomi intorno; mi piace quell’ambiente, mi sento leggera. Sorrido spensieratamente.
Incontro gli altri invitati e chiacchieriamo del più e del meno. Improvvisamente ho la sensazione vaga di aver già vissuto qui; sto sognando l’ultima casa in cui vissi senza i miei genitori, solo più grande, decorata, sfarzosa.
I proprietari, facce sconosciute ma che nel sogno sono amici, ci ricevono sorridenti e felici.
Cominciamo a girare per le stanze, sono una più bella dell’altra. Muri in marmo rosa, letti larghi e bianchi, lenzuola di seta, bagni con fontane, camini con intarsi dalle forme geometriche, divani in stile classico – di quelli scomodissimi. Una casa luminosa e ricca.
A un certo punto questo paradiso si trasforma in un incubo: alcuni invitati cominciano a parlare di un mostro che vive qui e che sgozza la gola alla gente. Camminiamo in gruppo impauriti, alcuni di noi vengono uccisi senza che ce ne accorgiamo. “È LÀ!” – urla qualcuno. Ma il mostro sfugge al mio campo visivo.
“ECCOLO!” – urla un altro, e di nuovo, lo vedo sgattaiolare velocissimo dietro qualche colonna. Adesso anche io ho paura.
Uno degli invitati, un uomo alto e di colore, forse molto bello, riesce a prenderlo. Finalmente posso vedere la faccia del mostro: indossa un cappello, ha la pelle grigia e decadente, occhi piccoli e neri e una bocca larghissima con denti aguzzi. Lo afferro per la gola stringendo forte e il mostro caccia un urlo demoniaco; lo sto uccidendo con la forza delle mie mani. Non sto facendo fatica, ma sembra essere una forza disumana perché lui non riesce a resistere alla mia stretta. Lo uccido soffocandolo, senza paura, come se fosse qualcosa del tutto naturale. Vedo la sua sofferenza in quegli occhietti neri e tondi e non provo assolutamente nulla.

Chissà chi ho ucciso stanotte.

Annunci

10 pensieri su “il sogno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...