indovina chi è il vero pazzo

Insomma, ci sta questa vecchietta malconcia che si aggira per Via Nazionale/Piazza della Repubblica che ogni volta che la incontro mi piace troppo osservarla. Ha i capelli grigi super cotonati, una cappa di ricci crespi, e ci si mette sopra un velo che rende la testa una palla soffice abnorme.
Ha la gobba, è magrissima e bassina. La carne all’altezza degli avambracci cade afflosciata e quando agita le braccia verso il cielo per “interrompere l’incantesimo”, questa carne qua oscilla da una parte all’altra a mo’ di pendolo. Non è una vista molto gradevole, ma mi è simpatica, forse perché è pazza – parla con i pali.
Comunque, sono a Termini per fatti miei quando a un certo punto decido di dirigermi verso la Sapienza a salutare un amico. Prima però passo al despar, che ho sete.
Eccola, in tutta la sua sgargianza. La becco alle casse del despar, ho le cuffie ma mi accorgo che c’è un gran vociare intorno a me: l’hanno beccata a intascarsi uno di quei flaconcini dell’amuchina in borsa. Mi tengo le cuffie perché non me ne frega un cazzo di ascoltare, comunque a un certo punto la vecchina dà il meglio di sé: dopo che erano stati a romperle il cazzo con le accuse di furto – che sì, lei il furto lo voleva compiere, ma l’omone della security s’è proprio fissato e ora la sta trattando malissimo, senza un briciolo di compassione verso una che è totalmente andata – questa donnetta si inginocchia a terra, tira le mani verso l’alto stringendo il flaconcino tra le dita, inspira tutta aria nei polmoni e urla: “È ANNACCQQUAAATAAAA”.
Il gelo, il silenzio. Credo che per qualche istante si sia sentito solo il riverbero della musica nelle mie cuffie e le mandibole della tipa dietro di me che ruminano snack.
L’amuchina ha imbrattato la divisa dell’omone della security e il grembiule di una donna grassa che dev’essere l’addetta ai salumi – ci ha le guance paffute e rossicce come quelle di un porceddu sardo.
La vecchietta si sincera che l’amuchina sia finita scuotendo il tubetto verso terra, poi se lo mette in tasca ed estrae un paio d’occhiali e se li indossa. Si alza da terra, si avvicina all’omone della security puntandogli il dito contro all’altezza del naso e gli fa: “alla fine me lo porto via io”.
Io di momenti così non ne ho mai vissuti.
Comunque alla fine hanno continuato a romperle il cazzo, volevano che lo pagasse.
Ma io bo…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...