l’avance

Héla sedeva sola a uno dei tavoli intorno alla milonga.
La tovaglia, di raso blu notte, era stropicciata ai lati. In alcuni punti la cera della candela ormai spenta aveva rovinato il tessuto.
Annoiata fumava una sigaretta e guardava nel vuoto, poggiando il mento sul palmo della mano e mordicchiandosi le unghie curate delle sue mani magre e abbronzate.
Aveva lunghi capelli neri che scendevano sinuosi sul corpo. Era una donna alta dai fianchi larghi, con grossi seni rotondi e lunghe gambe seducenti.
Per quella sera aveva scelto un vestito di seta lucida che scendeva fin sotto al ginocchio. La scollatura a V aderiva stretta al petto incastrato in un reggiseno di pizzo nero. Il vestito metteva in risalto il suo punto vita armonioso e i fianchi scivolavano su glutei alti e morbidi. Se qualcuno si fosse fermato ad osservarla nel dettaglio, avrebbe notato che all’altezza delle cosce si intravedevano le clip delle giarrettelle.

Raùl poggiava i gomiti sul bancone del bar. Nella mano destra stringeva un cocktail che sorseggiava con calma.
La spiava con occhi pieni di desiderio. Non aveva bisogno di nascondersi, era troppo presa dalla noia per accorgersi di lui.La guardava senza timore d’esser scoperto. Era un grande osservatore; notò le giarrettelle e la desiderò ancora di più.
Héla aprì la borsetta ed estrasse il rossetto, la spiò mentre si sistemava il trucco e si toccava i capelli. Questi dettagli facevano impazzire Raùl.
Finì il drink senza fretta, posò il bicchiere dietro di sé, si sistemò il cappello e si diresse verso di lei. Héla lo notò subito, da quando lo vide fu preda di un misterioso incantesimo. Raùl la guardava con occhi magnetici, sapeva dirigere abilmente la magia di quel corteggiamento. Si fermò davanti a lei, la guardò a lungo senza dire una parola. Poi le porse la mano per invitarla a ballare, lei sorrise abbassando lo sguardo. Timida e indifesa, si accarezzò le gambe accavallate e poi lo guardò complice.
Lentamente si diressero verso il centro della milonga, mischiandosi in mezzo a colori e suoni, Raùl la guidava con destrezza e leggiadria, Héla era lieve come l’aria. I passi si facevano più sensuali man mano che la musica scivolava fra di loro morbida e avvolgente.
Lei teneva gli occhi bassi, di tanto in tanto li chiudeva, lui invece non la mollava con lo sguardo.
Volteggiavano nella milonga con disinvoltura, come se fossero stati compagni di ballo da sempre. Eccezionale combinazione di ballerini, straordinaria esplosione dei sensi.
Raùl avvertì che la musica stava per finire. Morbidamente la avvicinò a sé stringendola in una morsa vigorosa, stava preparando la chiusura della loro danza.
La musica finì. Caschè, occhi negli occhi. Héla, vittima del fascino di Raùl e dell’incantesimo dell’avance, socchiuse le labbra, ma non ci fu nessun bacio.

Fabian Perez

Il dipinto è di Fabian Perez.

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3 pensieri su “l’avance

    • buongiorno a te Viola! hahah io adoro Conte, e a questa canzone sono particolarmente affezionata 🙂
      i finali scontati non mi piacciono: tutti ci aspettavamo che Raùl si chinasse a baciarla, ma invece no 🙂 e potrebbero esserci innumerevoli ragioni… e mi piace immaginarle tutte 😀
      buona giornata, un abbraccio a te!

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